Damiano Fedeli

Chi sono

Sono un giornalista professionista freelance. All’attività di scrittura unisco quella di fotografo e di videogiornalista. Collaboro con la redazione Cultura del Corriere della Sera e con il supplemento La Lettura.

 

Sono nato nel 1974 e  a Firenze ho cominciato la mia gavetta quando avevo diciott’anni, lavorando in alcune radio locali. Dopo la laurea in letteratura greca, nel 2000 entro all’Ifg – l’Istituto per la formazione al giornalismo – di Urbino, allora una delle poche scuole riconosciute dall’Ordine. Nel 2003 sono diventato giornalista professionista.

 

Dal 2004 ho cominciato la carriera di freelance, affiancando alla scrittura degli articoli la fotografia, da sempre mia grande passione. Da qualche tempo realizzo anche video, occupandomi dell’intero processo: dalle riprese al montaggio. Realizzo servizi, fra gli altri, per Corriere TV e per l’emittente web FlorenceTV.

 

Trovo che scrivere un pezzo e accompagnarlo scattando il servizio fotografico oppure produrre un video realizzi a pieno la mia voglia di raccontare storie, di coglierne i dettagli e le sfumature, insieme con gli occhi e le parole.

 

Oltre a quelle già citate, Sole 24 Ore-Centro Nord, Venerdì di Repubblica, Panorama, Vanity Fair.it, Campus, Capital, Class, Patrimoni-Milano Finanza, Qui Touring, Toscana Oggi, Vita sono alcune delle testate per cui ho scritto, realizzando anche i relativi servizi fotografici. E, ancora, in inglese, ho collaborato con il quotidiano della Louisiana Times Picayune, per il magazine scientifico Sky and Telescope, per la rivista inglese di turismo e cultura Italy Magazine.

 

Mi occupo di temi come cultura, arte, libri, fotografia. Ma anche di università e formazione, scienza e ricerca, economia, terzo settore e  problematiche sociali. Alcune delle notizie su cui ho scritto sono state riprese, poi, da giornali di tutto il mondo, come quella dell’invasione dei gamberi killer nel lago di Massaciuccoli o quella della scoperta delle enormi ricchezze di Michelangelo. 

 

Ho scritto e fotografato su argomenti che vanno dal traffico internazionale di animali esotici, fino al ritorno del lupo sull’Appennino toscano. Ho raccontato e fotografato città universitarie un po’ in tutta Italia, andando a vedere da vicino la vita degli studenti, i loro problemi e i loro risultati. Mi sono occupato dell’affresco perduto di Masaccio al Carmine, a Firenze, o di grandi eventi, come l’elezione del Papa.

 

Fra tutti, uno dei miei maggiori interessi è quello per la divulgazione scientifica e per l’astronomia in particolare. Proprio il campo della fotografia astronomica al telescopio è uno di quelli che mi appassiona maggiormente. Sono andato a raccontare le scoperte di laboratori come l’Nnl di Lecce nel campo delle nanotecnologie o quelle italo-tedesche sul “cervello” delle piante. Oppure, ancora, le ricerche fatte da un team italo-americano sull’invecchiamento nel Chianti o la ricostruzione del telescopio di Galileo fatta ad Arcetri per studiare il cielo con i suoi occhi.

 

La ricerca personale e lo studio nel campo fotografico mi hanno portato indietro nel tempo, dalle tecnologie digitali, che più spesso uso per il mio lavoro, alle origini stesse della fotografia. Amo ancora scattare su pellicola. Sia su 35 millimetri, sia su medio formato. Sia in bianconero, sia a colori. E in entrambi i casi, sviluppo e stampo il mio lavoro nella mia camera oscura, con le tecniche chimiche della tradizione fotografica.

La curiosità è la mia molla. Del resto – lo diceva Terenzio, autore latino – “sono un uomo: non c’è niente di umano che non m’interessi”.